Rendi unica la tua casa

28 febbraio 2012

Soluzione per isolare internamente una casa su pilotis

Un nostro lettore, di nome Andrea, ci ha scritto per sapere come isolare termicamente le pareti della sua casa a Torino. Andrea abita al primo piano di un palazzo degli anni ’70 costruito su pilotis. Il riscaldamento dell’appartamento è centralizzato e costituito da serpentine a pavimento e a soffitto. Le pareti delle camere da letto sono le più fredde perché esposte a nord. Gli infissi sono ancora quelli originali, quindi sprovvisti di vetro camera. Andrea vorrebbe una soluzione che risolva il suo problema, senza spendere troppo.
La soluzione migliore per risolvere il problema di Andrea sarebbe quella di isolare il palazzo dall’esterno, ma questa soluzione, oltre a comportare spese non indifferenti, dovrebbe essere  presa di comune accordo da tutto il condominio. Dato che questa ipotesi non è percorribile, vediamo quali potrebbero essere le soluzioni giuste per risolvere il problema di Andrea.



Le soluzioni sono due:



  1. inserire un isolante nell’intercapedine dei muri perimetrali utilizzando o una schiuma di poliuretano o dell'argilla espansa, nel caso in cui la casa fosse provvista di intercapedine;
  2. isolare le pareti dell'appartamento internamente utilizzando un isolamento detto “a cappotto” con spessore variabile (ad esempio 8-10 cm). 
Quest'ultimo tipo di isolamento può essere eseguito in due modi:
  • realizzando una struttura portante con profili metallici o lignei, autoportante o vincolata alla parete, posizionando tra i profili dei pannelli semirigidi di materiale isolante (ad esempio lana di roccia, sughero, polietilene o lana di vetro) rivestiti su una faccia con un foglio di carta bituminoso, che costituisce una barriera al vapore. La struttura verrà chiusa con dei pannelli in cartongesso o di gessofibra.


  • Incollando alla parete dei pannelli in cartongesso preaccoppiati a un pannello di materiale isolante rivestito con una barriera al vapore. Le giunture tra i pannelli verranno mascherate con delle strisce adesive.


I pannelli per isolare le pareti sono molti: sul mercato si trovano quelli minerali, quelli sintetici, quelli vegetali e quelli di provenienza animale. La caratteristica fondamentale per un isolante è la sua conducibilità termica, ossia la capacità di trasmettere calore, che deve essere molto bassa.

I materiali sintetici, come il poliuretano e polistirene, sono dei composti chimici che costano poco e sono molto diffusi perché sono quelli che isolano meglio, ma non sono riciclabili e sono poco salutari (tasso traspirazione molto basso), inoltre in caso di combustione emettono dei gas velenosi.

I materiali minerali, tipo feltro (ad esempio lana di vetro e lana di roccia) e argilla, si ricavano dalle rocce e offrono ottimi risultati contro l'umidità, resistono alla muffa e non sono combustibili.

I materiali vegetali, come il sughero, provengono dal legno e sono igienici, ignifughi e durano nel tempo, sono riciclabili e isolano acusticamente, ma costano il doppio di quelli sintetici.

I materiali di provenienza animale, come la lana, sono usati soprattutto per gli intercapedini.




L’isolamento interno non è di certo la scelta migliore, in quanto l’umidità prodotta in casa tenderà ad andare verso l’esterno attraverso la parete. Incontrando la parete fredda condenserà, per cui, per evitare ciò, consigliamo di optare per un isolamento con barriera al vapore. Per ridurre l’umidità si potrebbe usare anche un’intonaco d’argilla, che oltre ad assorbire l’umidità è fonoassorbente e ha una buona inerzia termica.


Consigliamo ad Andrea di farsi fare, da un tecnico abilitato, la certificazione energetica per sapere lo spessore minimo dell’isolante da mettere, in modo da ottenere i benefici desiderati. 
Il costo dei materiali varia a seconda dello spessore: più è spesso l’isolamento maggiori saranno gli effetti, ma anche maggiore sarà il costo.
Consigliamo inoltre ad Andrea di sostituire appena possibile gli infissi vecchi con quelli in pvc o altro materiale con doppi vetri in modo che il calore generato dal riscaldamento non venga disperso.

Andrea dovrà tener conto anche del fatto che inserire l’isolamento interno porterà, oltre alla riduzione dello spazio calpestabile, anche la necessità di intervenire sugli impianti, tipo quello elettrico, per spostare le prese o i punti luce a parete.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...