3 aprile 2017

Milano Design Week 2017

Manca un giorno, anzi meno di 24 ore, prima che la 56° edizione del Salone del Mobile di Milano abbia inizio e coinvolga tutti gli addetti del settore e i tanti visitatori interessati a questa importante rassegna. Vi abbiamo già segnalato alcuni eventi da non perdere e vi abbiamo mostrato, sulla nostra pagina Facebook, giorno dopo giorno, molti dei prodotti che verranno mostrati durante la Milano Design Week 2017. Oggi abbiamo raccolto in questo post alcuni dei prodotti che ci hanno maggiormente colpito tra quelli che ci sono stati segnalati con le tante mail arrivate in occasione dell'evento milanese.



La collezione di piatti Delighful  disegnata da Ciarmoli Queda Studio realizzata in fine bone china da SchönhuberFranch. Questa collezione è caratterizzata da una finissima grafica in azzurro che riprende le lettere del logo disegnato dai due designer Simone Ciarmoli e Miguel Queda.
Il tavolo da pranzo S 1091 disegnato da Randolf Schott per Thonet. Un tavolo che si ispira ai refettori conventuali e nasce cercando di unire aspetti legati alla convivialità e alla funzionalità: robusto ma, allo stesso tempo, dinamico e pratico. Questo tavolo è costituito da un mix di materiali: piano in legno e telaio in acciaio piatto curvato.
Theduck ideato da Alessandro Busana per Bonaldo. Un tavolino surreale e funzionale, ironica e divertita metafora dell'animale domestico, sempre pronto a  sostenere telecomandi, smartphone, libri e riviste. Grazie alle diverse opzioni cromatiche, alla versione luminosa e alla sua natura eccentrica, questo arredo può stupire ed essere nel contempo funzionale in ogni area della casa.
San ideato da Lionel Doyen per Manutti. Una collezione che si ispira all'arte giapponese, un arredo iconico e scultoreo caratterizzato da linee pulite e da un'eleganza minimalista. Questa collezione è destinata a vivacizzare, personalizzare e arredare con stile tanto gli spazi esterni quanto quelli interni.
Popup design di LIDO per Incipit. Un orologio da muro ultrapiatto che, attraverso un semplice gioco di pieghe di fogli metallici, si stacca dalla parete ed acquista profondità e volume diventando un oggetto dal forte impatto grafico.
Collezione Bosco ideata da Alessandra Baldereschi per leBebé. Una linea di camerette da fiaba, un mondo incantato popolato da uccellini in cui la culla è nascosta tra i rami per proteggere, come se fosse un nido, il dono più prezioso. Tutti gli elementi della cameretta sono realizzati in legno di faggio verniciato ad acqua.


Net Light una famiglia di lampade ideate da Paolo Ulian per Zava. Lampade caratterizzate da un diffusore in rete metallica estensibile ottenuto tagliando al laser un foglio di acciaio. Il diffusore, inizialmente piatto, è modellabile liberamente in modo da ottenere infinite forme scultoree.
Arumi ideata da  Lucidi Pevere per Foscarini. Una lampada a sospensione in alluminio che, accendendosi, prende vita grazie alla rifrazione della luce sulla superficie interna come un diamante grezzo che rivela, al suo interno, un cuore magico e prezioso.
Papavero Raggiante ideata da Gherardo Frassa per Opinion Ciatti. Un apparecchio di illuminazione poetico a sospensione a forma di corolla di papavero in metallo lucido piegato a mano.
Tobia: una collezione di lampade da terra indoor/outdoor ideata da Matteo Ugoliniper Karman. Alcuni umili strumenti comunemente utilizzati per lavorare la terra (la vanga, il forcone, il rastrello) diventano delle lampade da esterno che si ispirano alla poetica delle piccole storie e ai ricordi “della vecchia fattoria”, mantenendone le forme archetipiche modellate in tecnopolimero bianco.
Aella: lampada a sospensione ideata da Toso & Massari per Leucos. Aella significa “tornado” e, infatti, il diffusore in vetro soffiato cristallo, dalle forme morbide ed eleganti, pare proprio materializzarsi da un turbine: da un punto, nello spazio, prende forma un suggestivo ed evanescente cono di luce che diventa fonte di armonia.
Elysées: lampada da parete ideata da Pierre Paulin per Nemo, ideata originariamente per il Presidente Georges Pompidou nel 1969, caratterizzata dal tratto semplice e armonico, studiata per la sala da pranzo, il fumoir e un salone-biblioteca del palazzo presidenziale francese.

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